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LA TRADIZIONE POPOLARE - a cura di Roberto D'Agnese

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La tradizione popolare non è fatta solo di feste, musiche e colori.
È fatta di racconti.
Racconti tramandati senza libri, senza scuole, senza maestri.
Qualcuno, secoli fa, ha iniziato a raccontare.
Qualcun altro ha continuato.


E noi oggi siamo semplicemente dentro quel racconto.
Ogni tarantella suonata,
ogni maschera indossata,
ogni processione, ogni canto, ogni falò,
non sono eventi:
sono pagine di una storia che continua a scriversi.
La cosa straordinaria è che questa storia
non ha un autore,
non ha una data di inizio,
e probabilmente non avrà mai una fine.
La tradizione popolare è
il racconto più lungo del mondo,
scritto da intere comunità
attraverso i secoli.
E noi non siamo organizzatori, musicisti, danzatori o spettatori.
Noi siamo narratori.
Narratori di una storia antica
che continua a camminare con le nostre gambe.
Perché la tradizione popolare
non ha maestri,
ma solo testimoni.
Non sono semplicemente feste popolari.
Sono rituali antichi, gesti, suoni e simboli che attraversano il tempo.
In modo quasi magico e miracoloso, queste tradizioni sono sopravvissute per secoli, passando di generazione in generazione, custodite dalle comunità.
Siamo di fronte a fenomeni quasi inspiegabili: riti che sembrano appartenere a un tempo lontano e che invece, dopo aver attraversato tanti secoli, tornano ad essere incredibilmente attuali.
Ogni festa, ogni tamburo, ogni passo di danza non è solo spettacolo.
È memoria viva, identità, comunità.
Le feste popolari non si inventano.
Si tramandano.


Roberto D'Agnese 
© Carmine Bruno 2021

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